Strasburgo, votata la risoluzione contro la violenza sulle donne

parlamento europeo strasburgo6 febbraio 2013, approvata in sessione plenaria la Risoluzione del Parlamento Europeo sulla prevenzione ed eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze.

Premettendo che “la violenza contro le donne e le ragazze resta una delle forme più gravi di violazione strutturale dei diritti umani a livello mondiale, ed è un fenomeno che coinvolge vittime e aggressori di ogni età, livello d’istruzione, reddito e posizione sociale, e che costituisce sia una conseguenza che una causa della disuguaglianza tra donne e uomini” e che “occorre affrontare tutte le forme di violenza contro le donne, vale a dire la violenza fisica, sessuale e psicologica, quali definite dalla Piattaforma d’azione di Pechino, dal momento che tutte limitano la possibilità delle donne di godere pienamente dei diritti umani e delle libertà fondamentali“, la Commissione FEMM, attraverso il presidente Mikael Gustafsson, sollecita il buon esito della prossima sessione della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) delle Nazioni Unite, prevista per i giorni 4 – 15 marzo prossimi a New York.

La risoluzione sottolinea come gli Stati membri dell’Unione Europea, “per diventare attori più efficienti a livello globale, debbano intensificare gli sforzi nazionali finalizzati all’eliminazione della violenza contro le donne e della violenza di genere“, ed invita, in particolare, l’UE “a sostenere pienamente la raccomandazione del gruppo di esperti secondo cui la CSW 2013 dovrebbe decidere di sviluppare un piano globale di attuazione per l’eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze con una particolare attenzione alla prevenzione della violenza, al monitoraggio e all’orientamento operativo per quanto riguarda gli obblighi vigenti a livello internazionale (CEDAW e Piattaforma d’azione di Pechino), che dovrà essere adottato da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e avviato nel 2015“.

Di seguito la proposta di risoluzione approvata:

Risoluzione del Parlamento europeo sulla 57a sessione della commissione sullo status delle donne (CSW) delle Nazioni Unite: prevenzione ed eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze (2012/2922(RSP)) 
B7‑0049/2013

Il Parlamento europeo,

–   visti la Quarta conferenza mondiale sulle donne, svoltasi a Pechino nel settembre 1995, la dichiarazione e la piattaforma d’azione approvate a Pechino e i successivi documenti finali adottati in occasione delle sessioni speciali delle Nazioni Unite Pechino +5 e Pechino +10 sulle ulteriori azioni e iniziative per attuare la dichiarazione di Pechino e la piattaforma d’azione, adottate rispettivamente il 9 giugno 2000 e l’11 marzo 2005,

–   vista la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW),

–   vista la comunicazione della Commissione del 1° marzo 2006 intitolata “Una tabella di marcia per la parità tra donne e uomini 2006-2010” (COM(2006)0092),

–   vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2010 su Pechino +15: Piattaforma d’azione delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere,

–   vista la sua risoluzione del 18 marzo 2010 sulle priorità e sulla definizione di un nuovo quadro politico dell’UE in materia di lotta alla violenza contro le donne,

–   vista la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica,

–   visti gli orientamenti dell’UE sulle violenze contro le donne e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti, adottati dal Consiglio Affari generali l’8 dicembre 2008, e il Piano d’azione dell’UE sull’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile nella politica di sviluppo che correda le conclusioni del Consiglio sugli OSM, approvate nel giugno 2010 (Consiglio Affari esteri),

–   visto il resoconto della riunione del gruppo di esperti sulla prevenzione della violenza contro le donne e le ragazze, tenutasi a Bangkok dal 17 al 20 settembre 2012,

–   vista la relazione conclusiva del Forum delle parti interessate sulla prevenzione e l’eliminazione della violenza contro le donne delle Nazioni Unite, tenutosi presso la sede dell’ONU il 13 e il 14 dicembre 2012,

–   vista l’interrogazione alla Commissione sulla 57a sessione della commissione sullo status delle donne (CSW) delle Nazioni Unite: prevenzione ed eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze (O 00004/2013 – B7 0111/2013),

–   visti l’articolo 115, paragrafo 5, e l’articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la violenza contro le donne e le ragazze resta una delle forme più gravi di violazione strutturale dei diritti umani a livello mondiale, ed è un fenomeno che coinvolge vittime e aggressori di ogni età, livello d’istruzione, reddito e posizione sociale, e che costituisce sia una conseguenza che una causa della disuguaglianza tra donne e uomini;

B.  considerando che la violenza contro le donne persiste in tutti i paesi del mondo come la violazione più diffusa dei diritti umani e uno dei principali ostacoli al conseguimento della parità di genere e dell’emancipazione femminile; considerando che il problema interessa donne e ragazze di tutte le parti del mondo, indipendentemente da fattori quali l’età, la classe sociale o la situazione economica, e che danneggia le famiglie e le comunità, comporta notevoli costi economici e sociali e limita e compromette la crescita economica e lo sviluppo;

C. considerando che occorre affrontare tutte le forme di violenza contro le donne, vale a dire la violenza fisica, sessuale e psicologica, quali definite dalla Piattaforma d’azione di Pechino, dal momento che tutte limitano la possibilità delle donne di godere pienamente dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

D. considerando che le molestie e la violenza nei confronti delle donne comprendono un’ampia gamma di violazioni dei diritti umani, che includono: abusi sessuali, stupro, violenza domestica, violenza e molestie sessuali, prostituzione, tratta di donne e ragazze, violazione dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, violenza nei confronti delle donne sul posto di lavoro, violenza contro le donne nelle situazioni di conflitto, violenza contro le donne in istituti penitenziari o di cura, violenza contro le lesbiche, privazione arbitraria della libertà, e varie pratiche tradizionali dannose quali la mutilazione genitale, i delitti d’onore e i matrimoni forzati; considerando che ognuno di questi abusi può lasciare profonde ferite psicologiche e procurare sofferenze o danni fisici o sessuali, si accompagna alla minaccia di tali azioni, alla coercizione, a danni alla salute generale delle donne e delle ragazze, compresa la loro salute riproduttiva e sessuale, e, in alcuni casi, può causarne la morte,

E.  considerando che, mentre la disuguaglianza di genere e la discriminazione aumentano i rischi di violenza, altre forme di discriminazione per motivi quali la disabilità o l’appartenenza a un gruppo minoritario, possono contribuire ad aumentare il rischio di esposizione delle donne alla violenza e allo sfruttamento; considerando che le attuali risposte alla violenza contro donne e ragazze e le eventuali strategie di prevenzione che le accompagnano non contemplano misura sufficiente le donne e le ragazze vittime di forme di discriminazione multipla;

F.  considerando che esistono numerose forme strutturali di violenza contro le donne, tra cui la limitazione del loro diritto di scelta, del loro diritto al proprio corpo e alla sua integrità, del loro diritto all’istruzione, e del loro diritto all’autodeterminazione, e la negazione dei loro pieni diritti civili e politici; ricordando che una società che non garantisce la parità dei diritti delle donne e degli uomini non fa altro che perpetuare una forma strutturale di violenza contro le donne e le ragazze;

G. considerando che le ONG sia locali che internazionali, come ad esempio i gruppi di difesa e le associazioni che gestiscono i centri di accoglienza per le donne, le linee telefoniche di emergenza e le strutture di sostegno, sono essenziali per compiere progressi nell’eradicazione della violenza contro le donne e della violenza fondata sul genere;

H. considerando che le azioni finalizzate all’eliminazione della violenza contro le donne e della violenza fondata sul genere, per essere efficaci, richiedono cooperazione e interventi internazionali, un impegno forte da parte dei responsabili politici a tutti i livelli, nonché finanziamenti più congrui;

I.   considerando che le politiche e le azioni delle Nazioni Unite volte ad eliminare la violenza contro le donne e la violenza fondata sul genere sono della massima importanza ai fini della sensibilizzazione su questi temi nelle decisioni politiche e nelle azioni a livello internazionale, nonché per incoraggiare gli Stati membri dell’UE ad affrontare la questione della violenza contro le donne in modo più sistematico;

1.  ribadisce il proprio impegno per la Piattaforma d’azione di Pechino e per la serie di azioni a favore dell’uguaglianza di genere che vi sono contemplate; ribadisce che le azioni volte a contrastare la violenza contro donne e ragazze richiedono un approccio coordinato e multisettoriale, che coinvolga tutte le parti interessate e che affronti anche le cause alla base della violenza, come la discriminazione diretta o indiretta, gli stereotipi di genere prevalenti, e la mancanza di parità tra donne e uomini;

2.  sottolinea l’importanza di un esito positivo della 57 ª sessione della CSW delle Nazioni Unite che si terrà dal 4 al 15 marzo 2013, compresa l’adozione di una serie di conclusioni lungimiranti concordate che contribuiranno in modo significativo a porre termine alla violenza contro donne e ragazze, comprese le donne con disabilità, le donne indigene, le donne migranti, le adolescenti e le donne affette da HIV/AIDS, imprimendo una svolta a livello mondiale;

3.  ritiene che tra le priorità cruciali per affrontare la violenza contro donne e ragazze dovrebbe figurare l’eliminazione dei comportamenti socioculturali discriminatori che rafforzano la posizione subordinata della donna nella società e conducono all’accettazione della violenza contro le donne e le ragazze in ambito sia pubblico che privato, in casa e nei luoghi di lavoro come anche nelle istituzioni educative; a tale proposito, auspica più rapidi progressi nell’elaborazione di disposizioni giuridiche, norme e politiche internazionali intese a migliorare i servizi alle vittime e la loro protezione, la sensibilizzazione volta a modificare comportamenti e atteggiamenti, e, soprattutto, a garantire un’attuazione sufficiente e uniforme in tutto il mondo;

4.  ritiene che l’UE e i suoi Stati membri, per diventare attori più efficienti a livello globale, debbano intensificare gli sforzi nazionali finalizzati all’eliminazione della violenza contro le donne e della violenza di genere; ribadisce pertanto la sua richiesta alla Commissione di proporre una strategia dell’UE per combattere la violenza contro le donne, compresa una direttiva che stabilisca norme minime; a tale proposito, invita altresì sia l’Unione europea che gli Stati membri a firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a rivedere le politiche, i programmi e le risorse disponibili per affrontare il problema della violenza all’interno e all’esterno dell’UE, e a rafforzare la loro strategia con strumenti aggiornati e obiettivi ambiziosi;

6.  invita l’UE e i suoi Stati membri ad aumentare gli stanziamenti destinati all’eradicazione della violenza contro donne e ragazze, anche a livello locale, nazionale, europeo e globale, e a sostenere gli attori impegnati a porre fine alla violenza contro le donne e alla violenza fondata sul genere, in particolare le ONG attive in questo settore;

7.  esprime il suo convinto sostegno alle attività dell’agenzia UN Women, che svolge un ruolo centrale nel sistema delle Nazioni Unite volto a eliminare la violenza contro donne e ragazze in tutto il mondo e a riunire tutte le parti interessate al fine di promuovere i cambiamenti politici e il coordinamento delle azioni, e invita tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e dell’Unione europea a incrementare i loro finanziamenti a favore di tale agenzia;

8.  invita il Servizio europeo per l’azione esterna dell’UE ad intensificare gli sforzi intesi a garantire che i diritti umani delle donne e delle ragazze siano tutelati e promossi in tutte le azioni e i dialoghi cui partecipa, e ad accelerare l’attuazione degli orientamenti dell’UE sulle violenze contro le donne e le ragazze e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei loro confronti, nonché a creare collegamenti più stretti con le iniziative in corso per combattere la violenza contro le donne e le ragazze nel quadro della cooperazione allo sviluppo dell’UE, sostenendo al contempo i difensori dei diritti delle donne, dei diritti umani e dei diritti degli LGBT;

9.  chiede lo sviluppo di programmi e meccanismi istituzionali a livello internazionale e regionale, in modo da garantire che le strategie di prevenzione contro la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze siano al centro di tutte le azioni internazionali volte a rispondere alle crisi umanitarie collegate a situazioni di conflitto e post-conflitto o a calamità naturali;

10. invita l’UE a sostenere pienamente la raccomandazione del gruppo di esperti secondo cui la CSW 2013 dovrebbe decidere di sviluppare un piano globale di attuazione per l’eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze, con una particolare attenzione alla prevenzione della violenza, al monitoraggio e all’orientamento operativo per quanto riguarda gli obblighi vigenti a livello internazionale (CEDAW e Piattaforma d’azione di Pechino), che dovrà essere adottato da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e avviato nel 2015;

11. invita l’UE a sostenere l’avvio di una campagna di sensibilizzazione a livello globale per la prevenzione della violenza contro le donne e le ragazze e la violenza basata sul genere, al fine di adottare ulteriori misure per rendere le nostre comunità e i nostri paesi sicuri e rispettare pienamente i diritti umani delle donne e delle ragazze in tutto il mondo; ritiene che tale campagna dovrebbe appoggiarsi ai partenariati esistenti tra gli stati e altri attori interessati, compresa la società civile e le organizzazioni femminili;

12. invita il rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani a tenere pienamente conto delle relazioni e delle proposte in materia di violenza contro le donne;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al rappresentante speciale dell’Unione europea per i diritti umani.

Fonte: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B7-2013-0049&language=IT

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