Sicurezza e contrasto della violenza di genere: pubblicato il decreto legge

stop violenzaPubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il decreto legge n. 93 del 14 agosto 2013, contenente disposizioni urgenti in materia di sicurezza e contrasto della violenza di genere.

Il provvedimento risponde alla necessità di rendere più incisivi gli strumenti penali di repressione dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori, in risposta ai gravissimi e continui episodi commessi ai danni delle donne e il conseguente allarme sociale.

In sintesi, i principali interventi:

a) Inasprimento delle pene quando:

– il delitto di maltrattamenti in famiglia è posto in essere in presenza di minore degli anni diciotto (art. 572 c.p.co. 2);

– il delitto di violenza sessuale è consumato ai danni di donne in stato di gravidanza (art. 609 ter, co. 1, n. 5 ter, c.p.); il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato  da  relazione  affettiva,  anche  senza convivenza (art. 609 ter, co. 1, n. 5 quater, c.p.)

b) Ampliamento del raggio di azione concernente il delitto di stalking anche a fatti commessi dal coniuge in costanza del vincolo matrimoniale, nonché a quelli commessi da chiunque attraverso strumenti strumenti informatici o telematici (art.612 bis, co. 2, c.p.); Irrevocabilità della querela ed inclusione del delitto di cui all’art. 612 bis c.p. tra quelli ad arresto obbligatorio.

c) Introduzione di norme concernenti il delitto di maltrattamento in famiglia per una maggiore tutela della persona offesa, in particolare:

– costante informazione delle parti offese in ordine allo svolgimento dei relativi procedimenti penali;

– modifica del termine per proporre opposizione in caso di richiesta di archiviazione (20 giorni in luogo di 10, art. 408 co. 3 bis, c.p.p.);

– notifica dell’avviso di cui all’art. 415 bis c.p.p. anche al difensore della persona offesa o, in mancanza, alla persona offesa (art. 415 bis, co. 1, c.p.p.);

– possibilità di acquisire testimonianze con modalità protette nelle ipotesi in cui la vittima sia una persona minorenne ovvero maggiorenne che versa in uno stato di particolare vulnerabilità (art. 498 co. 4 – quater, c.p.p.);

– ampliamento delle circostanze in cui è consentito l’arresto in flagranza (art. 380 c.p.p.);

– facoltà degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di disporre, previa autorizzazione del pubblico ministero, l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, ove sussistano fondati motivi per  ritenere che le condotte  criminose possano essere reiterate ponendo in grave ed attuale pericolo la vita o l’integrità fisica della persona offesa (art. 384 bis c.p.p.).

4) Inserimento dei reati di maltrattamenti ai danni di familiari o conviventi e di stalking tra i delitti per i quali la vittima è ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche in deroga ai limiti di reddito, in attuazione di quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul, recentemente ratificata, che impegna gli Stati firmatari a garantire alle vittime della violenza domestica il diritto all’assistenza legale gratuita.

Il decreto prevede, altresì, norme concernenti la tutela delle vittime straniere di violenza domestica, disponendo il rilascio di permesso di soggiorno qualora siano  accertate  situazioni  di  violenza o abuso ed emerga un concreto ed attuale pericolo per l’incolumità dello straniero, come conseguenza della scelta di sottrarsi alla medesima violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari o del giudizio (art. 18 bis, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).

All’art. 5, Capo 1, del D. L. è previsto l’impegno del Ministro delegato per le pari opportunità ad elaborare, con il contributo delle amministrazioni interessate, ed adottare, previa acquisizione del parere in sede di Conferenza Unificata, un “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”, in  sinergia con la nuova programmazione comunitaria per il periodo 2014-2020.

Nei Capi 2, 3 e 4, il provvedimento contiene, inoltre, norme in materia di:

– sicurezza per lo sviluppo, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e per la prevenzione ed il contrasto di fenomeni di particolare allarme sociale;

– protezione civile;

– gestioni commisariali delle province.

Per la consultazione del testo integrale  del decreto legge n. 93/13, si veda  GU Serie Generale n.191 del 16-8-2013

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