Rinvio dell’udienza per legittimo impedimento del difensore: applicabile, ai fini della sospensione della prescrizione, il limite di 60 giorni previsto dall’art. 159, co.1, n. 3, c.p.

Corte di CassazioneCon sentenza n. 4909, dep. il 2/2/2015, le Sezioni Unite, dirimendo un contrasto sorto in seno alla giurisprudenza di legittimità concernente il quesito se in caso di rinvio del processo per concomitante impegno professionale del difensore operi o meno, ai fini della sospensione del corso della prescrizione, il limite temporale di 60 giorni di cui all’art. 159, co. 1, n. 3, cod. pen., hanno affermato il seguente principio: “L’impegno professionale del difensore in altro procedimento costituisce legittimo impedimento che dà luogo ad assoluta impossibilità a comparire ai sensi dell’art. 420 ter, co. 5, cod. proc. pen., a condizione che il difensore prospetti l’impedimento appena conosciuta la contemporaneità dei diversi impegni, indichi specificamente le ragioni che rendono essenziale l’espletamento della sua funzione nel diverso processo e rappresenti l’assenza in detto procedimento di altro codifensore che possa validamente difendere l’imputato, nonché l’impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell’art. 102 cod. proc. pen. sia nel processo a cui intende partecipare sia in quello di cui chiede il rinvio; con conseguente congelamento del termine fino ad un massimo di sessanta giorni dalla cessazione dell’impedimento stesso”.

Il giudice, dunque, dovrà valutare accuratamente, bilanciando le esigenze di difesa dell’imputato e quelle di affermazione del diritto e della giustizia, le documentate deduzioni difensive.

In tal senso, le Sezioni Unite richiamano, ex pluris, la sentenza Fogliani ( SS.UU. n. 4708 del 27/3/1992), la sentenza La China (Sez. 4°, n. 10926 del 18/3/2013) e la sentenza Di Mauro (Sez. 3°, n. 37171 del 7/5/2014).

La Suprema Corte ribadisce che il rinvio per concomitante impegno professionale è funzionale al diritto di difesa e non può essere assimilato a quello per adesione all’astensione collettiva dalle udienze che, invece, è espressione di un diritto di libertà, per cui non comporta l’applicabilità del limite di cui all’art. 159 cod, pen. Proprio su tale assimilazione, si era fondato il diverso orientamento che, considerando la richiesta di rinvio del difensore per impedimento una deliberata, ancorchè legittima, scelta, e non un’ipotesi assoluta a partecipare all’attività difensiva, riteneva non doversi applicare il limite temporale di sessanta giorni (si veda, Sez. 2, n. 17344 del 29/3/2011, Ciarlante; Sez. 1, n. 5956 dell’11/2/2009, Tortorella).

Di seguito il testo integrale della sentenza.

Sezioni Unite, sentenza n. 4909, ud. 18/12/2014, dep. il 2/2/2015

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