Ricorso per Cassazione inammissibile e poteri del Giudice di legittimità.

cassazioneDue interessanti questioni sono state sottoposte al vaglio delle Sezioni Unite Penali: entrambe concernono i poteri della Corte di Cassazione in caso di inammissibilità del ricorso.

Con ordinanza di rimessione n. 15233/2015, si chiede se sia rilevabile di ufficio, in sede di legittimità, in presenza di ricorso inammissibile, anche perché presentato fuori termine, l’illegalità della pena determinata dall’applicazione di sanzione “ab origine” contraria all’assetto normativo vigente al momento di consumazione del reato. Nel caso di specie la Corte di Appello confermava la condanna dell’imputata alla pena della reclusione per il delitto di lesioni relativo a malattia inferiore ai 20 giorni, ossia per un reato rientrante nella competenza del giudice di pace, punibile pertanto con la sola pena pecuniaria.

Secondo un primo orientamento, l’inammissibilità del ricorso non consente l’esercizio del potere-dovere di decidere la questione, rilevabile d’ufficio, concernente la violazione del principio di legalità della pena; le cause di inammissibilità, infatti, “precludono la formazione di un valido rapporto di impugnazione e impediscono l’esercizio del potere di cognizione del giudice ad quem. (In ultimo, Sez. Pen. 2°, sent. n. 44667/2013).

Secondo altro indirizzo, invece, l’inammissibilità del ricorso non impedisce alla Corte di Cassazione di procedere all’annullamento della sentenza impugnata nella parte in cui dispone una pena illegale; il principio di legalità ex art. 1 c.p. e la funzione rieducativa della pena ex art. 27 Cost., infatti, “non appaiono conciliabili con l’applicazione di una sanzione non prevista dall’ordinamento” (In linea con tale impostazione, Sez. 5°, sent. n. 46122/2014).

Analoga questione si pone con l’ordinanza di rimessione n. 14961/2015, in materia di stupefacenti, nella quale si chiede un intervento risolutore al fine di indicare “se per le condotte antecedenti all’art. 2 del D.L. 146/2013 siano rilevabili d’ufficio in sede di legittimità, anche in presenza di ricorso manifestamente infondato e che non sollevi censure in ordine al trattamento sanzionatorio, gli effetti delle modifiche normative intervenute con riguardo al regime della pena riguardante la fattispecie autonoma di cui al co. 5 dell’art. 73 DPR 309/90 (T.U. stupefacenti) anche nei casi in cui detta pena non risulti illegale in quanto rientrante nella cornice edittale della previgente disciplina come ripristinata per effetto della sentenza n. 32/41”.

Tale intervento chiarificatore appare ineludibile, come osserva il Giudice rimettente, in riferimento agli effetti modificativi delle leggi predette, in quanto “il concetto di legalità della pena non può essere disgiunto dai parametri via via modificatisi in melius che rendono quella pena stessa, solo apparentemente, legale”.

La decisione delle Sezioni Unite è prevista per il 25/6/2015.

Ordinanza di rimessione n. 15233/2015 – Riferimenti Normativi: Cost., art. 27; Cod. pen., artt. 1, 590, 612; D. Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 63; Cod. proc. pen., art. 609.

Ordinanza di rimessione n. 14961/2015 – Riferimenti Normativi: Cod. pen., artt. 2, 133; D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5; d.l. 23 dicembre 2013, n. 146; legge 21 febbraio 2014, n. 10; d.l. 20 marzo 2014, n. 36; legge 16 maggio 2014, n. 79; Cod. proc. pen., art. 609.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...